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Bagarre Partito democratico – Tg1, ora lo scontro diventa politico

Continua lo scontro tra il Tg1 e il Partito democratico. Il principale partito d’opposizione ha lanciato nuove accuse nei confronti della testata. Secondo i parlamentari dem in Commissione Vigilanza Rai, “Il Tg1 è stato l’unico telegiornale a non aprire con il discorso di Mattarella sul giorno della memoria. In compenso ha aperto con una grande bugia: l’annuncio di una prestazione universale da 1000 euro per 14 milioni di anziani, quando in realtà quella prestazione toccherà solamente a 25.000 italiani. Una bugia vergognosa che prende in giro gli italiani e che serve al governo e alla Meloni solo per propaganda elettorale”.

Le parole dei dem hanno scatenato la gazzarra politica e giornalistica. L’associazione Unirai ha lanciato il contrattacco: “Invitiamo gli esponenti del Pd alla prossima riunione di sommario del Tg1 perché possano dettare argomenti e titoli del notiziario. Da parte del Pd è infatti da tempo in corso un grave attacco alla libertà del Servizio Pubblico”. E quindi: “L’ultimo episodio riguarda le minacce di convocazioni in Commissione parlamentare di Vigilanza per un servizio realizzato dal Tg1 sui provvedimenti del Cdm a favore degli anziani. Un servizio in cui si spiegavano le linee generali della misura con il commento di Monsignor Vincenzo Paglia che guida la commissione che ha lavorato per due anni e mezzo alla riforma che comprende l’assistenza domiciliare, approvata, come sottolineato nel servizio, senza voti contrari sia alla Camera che al Senato”.

Per Unirai: “I colleghi del Tg1 lavorano per fare corretta informazione e offrire un servizio ai cittadini, non per la bieca propaganda, come strumentalmente accusano i parlamentari del Pd. Anche sul collegamento in esclusiva del TG1 con la missione spaziale, che porta avanti una importante sperimentazione sul cibo italiano, è grave la denigrazione della qualità del primo telegiornale della Rai che ha invece affermato, ancora una volta, capacità di offrire esclusive e anteprime”.

Il comunicato di Unirai, a sua volta, ha fatto rizelare i parlamentari del Partito democratico che hanno ribattuto con sarcasmo sul caso Tg1: “Che tristezza Unirai che scrive sotto dettatura del direttore Chiocci o di qualche ministro giornalista per difendere l’indifendibile. Invece di tutelare l’autonomia dei giornalisti, siamo agli attacchi frontali ai componenti della commissione di vigilanza”. E quindi la stoccata: “Ricordiamo a Unirai che il Partito democratico non vuole dettare nulla alle redazioni, pretendiamo invece che sia rispettata la corretta informazione e che non si interpreti il servizio pubblico come la tv del governo e della sua propaganda. Ecco perché i vertici devono venire in vigilanza ed ecco perché oggi abbiamo annunciato un sit-in sotto la Rai a difesa della libera e corretta informazione pubblica”.

Così, però, il fatto diventa politico e dal centrodestra parte il fuoco di fila: “I deputati Pd offendono Unirai perché pensano che ovunque accada quel che accade intorno a loro, con un sindacato, un tempo unico, pronto ad agire sotto dettatura e sotto dittatura – tuona il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri -. Sono tuttora stalinisti. Minacciano giornalisti e sindacati e rimuovono chi vota secondo coscienza su questioni etiche. Usano la tv della menzogna come un mitra, vedi i loro bugiardi di fiducia, per colpire le persone libere. Ma hanno perso e perderanno. Nazisti, antisemiti, stalinisti ovunque collocati saranno tutti sconfitti. Hanno occupato tutto, si adattino al nuovo tempo di libertà e pluralismo”. *E intanto la Lega esprime “solidarietà al direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, per le vergognose minacce che arrivano dal Pd”. E quindi accusa: “A sinistra sono abituati a comandare, nella tv di Stato e in gran parte dei giornali, ma la musica è cambiata. Se Schlein non gradisce, può sempre cambiare canale e guardare altri telegiornali specializzati in inchieste d’assalto su una pizzaiola di provincia”.

Luca Esposito

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