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ASTA LTE/ GLI OPERATORI PRONTI AD INVESTIRE FINO A 1,4 MILIARDI A TESTA

Gli operatori mobili italiani sono pronti a mettere 1-1,4 miliardi di euro a testa per lo sviluppo dell’Lte (Long term evolution, il 4G), a partire dal 2012-2013, ma calibreranno con attenzione la copertura nei tempi e nei luoghi più adatti per ritornare sull’investimento. Infratel potrà aiutarli ad abbassare i costi, cominciando a costruire tralicci per le loro antenne. Sono alcune delle informazioni emerse in occasione del convegno organizzato oggi a Roma da Business International.
Nel 2012 il lancio della tenologia Lte potrebbe coprire alcune prime città, se si renderanno effettivamente disponibili in poco tempo le frequenze a 1800 e 2600 MHz. 3 Italia è l’operatore più ottimista nella possibilità di partire già nel 2012, non avendo frequenze a 800 MHz, che si libereranno più tardi delle altre (dicembre 2012).
Il ritorno sugli investimenti richiederà una serie di misure: «Sceglieremo con accuratezza i posti da coprire. Ridurremo i costi ricorrendo al co-siting con altri operatori elanceremo tariffe differenziate in base alle applicazioni utilizzabili dagli utenti», ha detto Oscar Cicchetti, direttore strategy di Telecom Italia. È d’accordo Stefano Parisse, direttore strategy and new business di Vodafone, che aggiunge: «voce e sms dovranno diventare flat. Al contrario i servizi dati usciranno dalle tariffe flat e avranno modelli di prezzo più sofisticati». Lo scopo è trovare modi più remunerativi per monetizzare l’accesso. Un ruolo vuole averlo anche Infratel. Questa società in house presso il Ministero dello Sviluppo Economico finora ha speso fondi pubblici per portare fibra, contro il digital divide, «e ora cominceremo anche a costruire tralicci, utilizzabili da tutti gli operatori, nelle zone a fallimento di mercato», dice Salvo Lombardo, direttore generale Infratel.
Quanto alla regole, quello delle frequenze è ormai un «capitolo chiuso», dice Stefano Mannoni, consigliere Agcom e “in particolare con il beauty contest chiuderemo il far west”. Mannoni ha ricordato che l’Italia ha un primato, grazie al lavoro dell’Autorità: «siamo i primi in Europa ad avviare il refarming Umts 900» (spostare i servizi banda larga Umts /Hspa su frequenze del Gsm). Lo stanno già facendo Tim e Vodafone, mentre Wind e 3 Italia partiranno tra fine 2011 e inizi 2012.

(Corriere delle Comunicazioni)

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