Editoria

Arriva il richiamo di Mattarella sul Media information act

Sullo stallo in vigilanza Rai e sulla vicenda del Media information Act è intervenuto direttamente il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Che, parlando agli studenti delle scuole di giornalismo in visita al Quirinale, ha tuonato: “Non è accettabile che tuttora, dopo un anno e mezzo, il servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi con la commissione parlamentare di Vigilanza non posta nelle condizioni di poter espletare le sue funzioni. Così come va posto riparo al ritardo nell’applicazione del Media information act, approvato dal Parlamento europeo e dai Governi riuniti nel Consiglio europeo sin dalla primavera del 2024”.

Parole, quelle del capo dello Stato che hanno ravvivato una polemica mai sopita tra maggioranza e opposizione. Dopo l’intervento di Mattarella, la presidente della Commissione Vigilanza Rai, Barbara Floridia, avrebbe voluto intavolare l’argomento al Senato, allargandolo alla vicenda Media information act, ma non è stato possibile. Tra le polemiche, infatti, il suo intervento è stato cassato perché non ritenuto conforme all’ordine del giorno. Lei, però, non si è arresa e, anzi, ha rilanciato chiedendo la convocazione del ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti in Commissione proprio per avere lumi sui tempi.

Dopo l’intervento del Presidente Mattarella, le opposizioni hanno chiesto conto e ragione al governo dei ritardi e si son decise a sottoscrivere una richiesta comune per ottenere l’informativa urgente sull’argomento. “Il Presidente Mattarella per la seconda volta in questa legislatura pone un accento molto forte sulla condizione del sistema radio televisivo e dell’informazione ma soprattutto sull’attuazione del Freedom Act, il regolamento europeo che prevede più libertà e autonomia. Davanti a questo monito – ha affermato il senatore dem Stefano Graziano – si eviti una possibile infrazione perchè la legge è scaduta nel 2025 e c’è il rischio reale che dopo il canone in bolletta il governo Meloni ci faccia pagare una ulteriore tassa, la Tele Meloni tax non rispettando l’attuazione del regolamento europeo”.

Luca Esposito

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