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APRIAMO IL MERCATO DEL LIBRO: PARTE LA PETIZIONE CONTRO LA LEGGE CHE INGESSA I PREZZI

La legge sul prezzo del libro, approvata dal Senato lo scorso 20 luglio – ora alla firma del Presidente della Repubblica – non piace ai fautori del libero mercato. Sono sempre più numerose le voci che si alzano contro questa legge, oggi affiancate da una petizione promossa da Liberilibri e dall’Istituto Bruno Leoni che, sul sito www.chicago-blog.it, raccoglie le firme per chiedere al Presidente Napolitano di non firmarla.
In una lettera al Ministro Galan, pubblicata su Il Tempo, Alberto Mingardi e Serena Sileoni dell’Istituto Bruno Leoni, precisano che una legge che «riduce la libertà di sconto e quindi la libertà di mercato di editori e distributori» è «pensata per difendere categorie che si sentono penalizzate da una concorrenza più accesa, e in particolar modo dall’ingresso sul mercato nazionale di un gigante come Amazon. Ma colpisce, nel portafoglio, i lettori, portando verosimilmente i meno abbienti fra loro a ridurre i propri acquisti di libri: cioè i propri consumi culturali».
«I rapporti di mercato – continua la lettera – includono la possibilità di negoziazioni – e di sconti. La differenza fra una rigida tariffa fissata per legge, e un prezzo emerso dall’incontro fra domanda ed offerta, sta anche in questo. In un Paese come il nostro dove il libro resta patrimonio di un’élite, l’arrivo di Internet, e di grandi distributori-venditori in grado di praticare sconti consistenti, sembrava destinato a compiere la rivoluzione incominciata anni fa con le vendite in abbinata di giornali e classici della letteratura: la democratizzazione del libro. Abbassare le barriere d’accesso al libro significa fare Cultura con la c maiuscola. Significa creare la concreta speranza di una società più colta e più informata: per questo più disponibile pure ad altre esperienze culturali ed anche, forse, un giorno più libera».
Anche per l’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc) si tratta di una legge frutto di una «famigerata logica anticoncorrenziale».

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