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APPELLO BIPARTISAN A BONAIUTI: NO A TAGLI, SI’ A RIFORMA

Appello bipartisan al sottosegretario con delega all’Editoria, Paolo Bonaiuti, perchè il governo non procede con “i tagli” e avvii invece una riforma complessiva del sistema.

In una lettera sottoscritta da deputati e senatori di entrambi gli schieramenti (firmatari sono Enzo Bianco, Alessio Butti, Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Fabrizio Morri, Roberto Mura, Francesco Pontone, Luigi Vimercati, Vincenzo Vita, Luigi Zanda, e i deputati Emilia De Biase, Giuseppe Giulietti, Fabio Granata, Ricardo Franco Levi, Giovanna Melandri) ricordano che “la commissione Cultura della Camera dei Deputati ha approvato un parere sulla parte della legge finanziaria di sua competenza, in particolare sottoponendo a critica i tagli del fondo per l’editoria e l’abolizione del diritto soggettivo delle testate a ricevere i contributi dello Stato – continuano – Tale scelta era stata, purtroppo, già introdotta dall’art. 44 della legge 133 dello scorso 6 agosto. Ci auguriamo che il citato parere della Commissione sia tenuto seriamente in conto nei successivi passaggi parlamentari. Per parte nostra certamente riproporremo, se necessario, gli stessi emendamenti quando il provvedimento passerà al Senato”.

“Nel frattempo, però, ci aspettiamo dal Governo un ripensamento, reso ancor più necessario dall’unanime voto di un ramo del Parlamento. Così come, del resto, aveva fatto immaginare e sperare il sottosegretario Bonaiuti, preannunciando l’imminente presentazione della riforma dell’editoria. E’ proprio in un contesto più ampio che si può affrontare anche il delicatissimo capitolo dei finanziamenti, con uno spirito di innovazione e di salvaguardia della trasparenza e del rigore, sostenendo la causa giusta di giornali reali, cooperative reali, partiti altrettanto reali. Certo – proseguono i deputati e i senatori di maggioranza e opposizione – la discussione di un testo di riforma esige quanto meno una ‘tregua’, evitando di applicare per l’anno in corso tagli virulenti che, eliminato il diritto soggettivo, da ripristinare a sua volta, porterebbero alla scomparsa di numerose testate. Di diverso orientamento politico e culturale. Se il problema è solo economico – concludono i parlamentari – è già in cantiere la verifica di alternative praticabili per reperire le risorse adeguate”.

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