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“Andrei a cena anche con Riina”, Ranucci di nuovo nel mirino del centrodestra

“Andrei a cena pure con Totò Riina”, ha detto Sigfrido Ranucci a chi gli rimproverava i rapporti, l’amicizia e la consuetudine con Valter Lavitola. Ed è subito bagarre. Non poteva essere altrimenti. Le parole del conduttore di Report, l’evidente provocazione, il paradosso retorico utilizzato dal giornalista non è piaciuto granché. Specialmente al centrodestra che ha trovato nelle sue parole nuove munizioni per continuare il tiro serrato contro di lui. Da Fratelli d’Italia è arrivata la condanna netta: “Lo stato confusionale in cui versa il giornalista Ranucci è evidente. Solo ai presunti martiri di sinistra è permesso, senza che ci sia indignazione generale, passare da Moro, Mattarella, Falcone e Borsellino alla cena, magari anche a lume di candela per ricordare i morti massacrati dalla mafia, con il capo dei capi Totò Riina. Qualcuno potrebbe essere sorpreso, non noi”. Così i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Antimafia. Che hanno aggiunto: “È il loro modo di calpestare ancora una volta la memoria degli eroi del nostro tempo. Moro, Mattarella, Falcone e Borsellino non avevano amici alla Lavitola, ma solo nemici che ne hanno decretato la morte in modo platealmente cinico e spietato. La verità è questa: a Report non conoscono la differenza tra stragisti e statisti”. Parole durissime a cui s’affianca l’evidente ironia della Lega su Instagram. “Ranucci, dopo le cene con l’amico Lavitola, dichiara che, se potesse, andrebbe a cena anche con Totò Riina. Visto che sa scegliere bene gli amici, gliene consigliamo alcuni davvero esplosivi”, e giù una carrellata di personaggi dei cartoni e del cinema del calibro di Joker, Darth Vader, Hannibal Lecter e Telespalla Bob.

Intanto è stato fissato per oggi l’interrogatorio degli esecutori materiali dell’attentato. E hanno intenzione, come hanno spiegato i loro legali, di fare piena chiarezza sul “mandato” ricevuto. “Daranno la loro versione dei fatti e certamente ribadiranno che non conoscevano Lavitola”, hanno spiegato.

Luca Esposito

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