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ANCHE BERSANI CHIEDE UNA RIFORMA PER L’EDITORIA. PUNTO DI PARTENZA E’ IL REGOLAMENTO BONAIUTI

“Incoraggio Bonaiuti a tirare fuori una riforma dell’editoria e sono pronto a cooperare e collaborare. Dobbiamo trovare un meccanismo pluralistico per correggere gli errori del mercato”. Ha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani su Youdem. Il sottosegretario per l’editoria Paolo Bonaiuti ha, intanto, promesso che, dopo le elezioni, il problema verrà affrontato all’interno degli Stati generali dell’editoria.
Il punto di partenza naturale dell’attesa riforma dell’editoria sarà senz’altro lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria” (AG 183) che sta terminando il suo iter in Parlamento. Le principali novità introdotte con questo provvedimento riguardano l’invio telematico delle domande e le nuove modalità di calcolo per i contributi diretti: differenziate a seconda del tipo di impresa e di prodotto. Si stabiliscono, altresì, tetti all’ammontare dei contributi, anche in tal caso differenziati, mentre per alcune fattispecie si svincola l’erogazione degli stessi dagli introiti pubblicitari.
Inoltre, sono state inserite specifiche disposizioni tese a sviluppare l’occupazione e a dotare il sistema editoriale e radiotelevisivo di strutture di maggiore professionalità, nonché a disciplinare l’attività di controllo, anche attraverso un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza. In caso di insufficienza delle risorse, si provvederà all’erogazione dei contributi mediante riparto proporzionale tra gli aventi diritto.
Lo Schema di regolamento ha ottenuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari. In particolare, la commissione cultura della Camera ha posto alcune condizioni:
– il ripristino definitivo del diritto a ricevere il totale dei contributi diretti derivante dal calcolo effettuato in base alla normativa vigente;
– il ripristino di un “tetto” alle entrate pubblicitarie pari al 30% dei costi dell’impresa, oltre il quale non si ha diritto ai contributi;
– la concessione di agevolazioni per emittenti radiotelevisive locali, giornali italiani all’estero e giornali dei consumatori, tagliati fuori dal c.d. decreto milleproroghe.

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