L’Italia è l’unico Paese europeo che non può utilizzare le frequenze riservate alla radiofonia per il digitale, perché occupate dalle televisioni. La Conferenza di Ginevra 2006 ha liberato quattro blocchi della banda VHF III che sono stati assegnati ad Europa 7 mentre in altri Paesi europei sono stati, in parte, assegnati alla radiofonia. A ciò si aggiunge che dovrebbe essere, già da qualche anno, approvato il Regolamento per l’avvio dei mercati in tecnica numerica ma l’Agcom non è in grado di procedere, per mancanza di frequenze necessarie per allocare tutta l’emittenza in banda III.
Questo stato di cose comporta un grave danno a tutta l’emittenza radiofonica pubblica e privata, poiché di fatto è l’unico media al quale non viene consentito il suo naturale sviluppo nel digitale.
Per questo è stato rivolto un atto di diffida alle competenti Direzioni Generali del Ministero dello Sviluppo Economico affinché mettano in atto tutte le azioni per dare piena attuazione al piano di ripartizione e rendere libero il canale 12. In caso di mancato accoglimento della istanza, le associazioni di settore faranno ricorso nelle sedi giurisdizionali competenti, anche ai fini del risarcimento del danno. L’azione proseguirà se necessario anche a livello europeo per ottenere, nella banda 174/230 ed oltre, ogni frequenza disponibile per consentire l’adozione, da parte dell’Agcom, del Regolamento necessario all’avvio dei mercati del digitale radiofonico.
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