Editoria

Al Cdr del Corsera non piace la super intervista a Urbano Cairo

Tanto tempo fa, per passare da uomini di mondo, si sussurrava una frase in francese: “Pas trop de zele”. Ecco, mutatis mutandis, è quello che il comitato di redazione del Corriere della Sera striglia i suoi stessi giornalisti e redattori perché è stato dato troppo spazio all’intervista rilasciata dall’editore Urbano Cairo. Tutto sarebbe passato in cavalleria se non ci fossero stati i (soliti) social a mugugnare. E, soprattutto, se non ci fosse stato l’aumento del prezzo di copertina imposto ai lettori. Che, secondo il Cdr, meritano “notizie” e non interviste all’editore “per quanto ben scritte”.

È un cortocircuito, con il Comitato di redazione che se la prende con direzione e con i giornalisti stessi. Anzi, è proprio a loro che si indirizza la lettera. “Care colleghe e cari colleghi, stiamo ricevendo moltissime segnalazioni sull’intervista a Urbano Cairo pubblicata oggi sul giornale. Questo Cdr ritiene inopportuna la scelta di dedicare uno spazio così ampio, ben due pagine, a un’intervista all’editore (per quanto ben scritta), editore che da tre giorni consecutivi è in prima pagina sul Corriere”. Ma non basta. Perché, secondo il Cdr, “Scelte di questo genere comportano un rischio concreto: renderci autoreferenziali e trasmettere ai lettori un’immagine di scarsa indipendenza della testata”.

E poi c’è il caso diretto, se si trattasse di un’assise politica si parlerebbe di una risposta per caso personale. “Ci sembra ulteriormente grave il riferimento allo sciopero dei giornalisti del 2023. Un’azione sindacale forte, certo, ma decisa dall’ assemblea di redazione in modo compatto e soprattutto in risposta alla chiusura totale dell’azienda sulle vertenze aperte. Il tutto in anni in cui Rcs vantava bilanci più che positivi”.
Il giudizio pertanto è netto: “Incongruo il tempismo di questa intervista dato che proprio venerdì l’azienda ha deciso l’aumento di 20 centesimi del prezzo del giornale in edicola. Prezzo che scatterà dal 5 agosto come comunicato al Cdr solo venerdì”. E la conclusione è dura: “I nostri lettori, a cui viene richiesto questo ulteriore sacrificio, meritano pagine di notizie, quelle che hanno reso unico il Corriere della Sera”.

Luca Esposito

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