Editoria

Agi, Fnsi coi giornalisti che non vogliono Angelucci

Era solo questione di tempo: anche la Fnsi si schiera contro l’ipotesi di vendita dell’agenzia Agi. E lo fa proprio mentre i giornalisti annunciano un nuovo sciopero. Il sindacato dei giornalisti, per il tramite della segretaria generale Alessandra Costante, si pone “ancora e sempre al fianco dei colleghi che lottano per l’indipendenza e l’autonomia della loro agenzia di stampa”. Per la segretaria Fnsi il tema Agi è dentro il fatto che “l’informazione primaria e non può essere lottizzata”. Una stilettata, velenosa, all’indirizzo della direttrice: “Ci sarebbe piaciuto vedere la direttrice Rita Lofano partecipare alla lotta dell’assemblea di redazione”.

I giornalisti hanno finalmente ricevuto informazioni ma per l’assemblea dei cronisti Agi non bastano. L’assemblea “ha preso atto della risposta con cui l’azienda e la direttrice hanno affermato che Eni ha ricevuto una manifestazione non vincolante di interesse non sollecitata da parte di un soggetto interessato ad Agi Spa i cui contenuti sono soggetti ad impegni di riservatezza. A tale manifestazione è seguita una interlocuzione preliminare”. Ad oggi “non c’è un negoziato in corso e pertanto non è stato sottoscritto alcun accordo di vendita”.

Troppo poco per far desistere i giornalisti dal loro proposito di incrociare di nuovo le braccia: “Si tratta di rassicurazioni generiche che, anziché ridimensionarla, accrescono la preoccupazione di tutta la redazione. Il Cdr dell’Agi – incalzano i giornalisti – proclama dalla mezzanotte di oggi altri due giorni di sciopero del pacchetto di cinque deliberato all’unanimità dall’assemblea di redazione del 18 marzo”. Poi mettono nero su bianco le vere ragioni dello scontro: “La battaglia contro la vendita al gruppo Angelucci dell’Agi, testata che per sua natura è oggi imparziale e autonoma da condizionamenti politici, è una battaglia per la stabilità occupazionale dei giornalisti e dei poligrafici; ma ancor di più è una battaglia a difesa del ruolo di informazione primaria delle agenzie di stampa che hanno nel loro Dna indipendenza e pluralismo”.

Luca Esposito

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