Categories: Editoria

Agenzie di stampa, M5S: Rinviare direttiva Lotti, lede il pluralismo

Il Movimento 5 Stelle critica la direttiva Lotti sulle agenzie di stampa e chiede al governo di tornare sui suoi passi: “Contrasta con il necessario pluralismo dell’informazione, cardine della vita democratica della Repubblica italiana”

Secondo il Movimento 5 Stelle è doveroso e opportuno un ragionevole rinvio dell’utilizzazione dei criteri stabiliti nella direttiva Lotti per il riordino delle agenzie di stampa. La richiesta giunta al presidente del Consiglio in una interrogazione presentata alla Camera porta la firma della deputata grillina Dalila Nesci.

Dato che la direttiva del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria è stata comunicata alle agenzie di stampa solo alla metà dello scorso settembre, viene spiegato nell’interrogazione, e “per evitare possibili e irrevocabili pregiudizi” sarebbe il caso di rinviare la direttiva. Il documento dei 5 Stelle sottolinea l’impossibilità di attrezzarsi in tempo sul piano tecnico e lancia una critica al governo.

I pentastellati, infatti, vedono nella direttiva Lotti un tentativo di comprime in profondità il pluralismo dell’informazione. Questo per via del fato che, secondo quanto indicato dalla direttiva, il governo potrà acquistare servizi solo dalle agenzie stampa che soddisferanno determinati criteri:

  • Almeno 50 giornalisti assunti a tempo indeterminato, esclusivo e a tempo pieno inquadrati ai sensi dell’art. 1 del Cnlg
  • Tre sedi sul territorio nazionale e 15 ore di trasmissione al giorno per sette giorni a settimana, con possibile deroga nel caso in cui si acquistino servizi specialistici, che per loro natura non contemplino la possibilità o l’utilità di una copertura dei giorni festivi
  • Almeno 500 lanci giornalieri e l’abbonamento oneroso a 30 testate

Lo strumento della direttiva non appare compatibile con il sistema complessivo che regolamenta la materia e i suoi principi fondanti, si legge ancora nell’interrogazione. In particolare, la direttiva contrasta con il necessario pluralismo dell’informazione, costituente innegabilmente, secondo le intenzione dei Padri costituenti e per la pacifica e uniforme interpretazione del giudice delle leggi, cardine della vita democratica della Repubblica italiana”.

Tuttavia i criteri alla base della direttiva, questa la previsione dei grillini, impediranno “la contrattazione con l’Amministrazione a gran parte delle agenzie avente diffusione a livello nazionale che oggi riforniscono la medesima Amministrazione”. La situazione che si verrebbe a creare potrebbe far sparire parecchi attori dal mercato a danno del “fondamentale interesse al pluralismo”.

Per questo motivo il M5S chiede al Governo quali iniziative intenda assumere per impedire la modificazione, applicata la suddetta direttiva, degli equilibri informativi del Paese, in netto contrasto con il principio del pluralismo che distingue ogni matura democrazia; se non si ritenga opportuno e urgente verificare se lo strumento utilizzato della direttiva sia di per sé privo di quei caratteri di ponderazione e democraticità propri della legge”. Anche perché, al di là delle opinioni politiche, la direttiva è stata comunicata solo a metà settembre e per molti soggetti sarà davvero difficile adeguarsi ad essa entro l’inizio del nuovo anno.

Recent Posts

Proteggere i minori senza vietare i social: la lezione della Corte costituzionale francese

La protezione dei minori non può giustificare qualsiasi limitazione della libertà di comunicazione. È questo,…

21 ore ago

Apple prepara la sfida a Meta sugli smart glasses ma la vera rivoluzione potrebbe essere la privacy

La prossima grande sfida tra Apple e Meta potrebbe non giocarsi sullo smartphone e nemmeno…

1 giorno ago

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

2 giorni ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

2 giorni ago

L’AI lascia la firma, Anthropic mette un marchio invisibile nei testi di Claude: il copia e incolla non sarà più lo stesso

Per anni uno dei problemi più difficili legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa è stato…

3 giorni ago

Sintesi Ai: gli editori francesi trascinano Google all’Antitrust

Ancora una volta è dalla Francia che parte la riscossa. Quella degli editori contro i…

3 giorni ago