Niente intelligenza artificiale a Sanremo: ecco il regolamento

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Niente intelligenza artificiale a Sanremo. Il regolamento della prossima edizione della kermesse canora più seguita, amata e discussa d’Italia si adegua ai nuovi tempi e sceglie da che parte stare. Testi, musiche, arrangiamenti non solo dovranno essere, come sempre, originali, nuovi e inediti. Ma, ribadiscono le carte diramate dagli organizzatori del Festival, dovranno essere frutto dell’ingegno umano. Roba che sembrava impossibile, solo qualche anno fa. E invece è reale. Le rime, le partiture non potranno essere scritte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale o sennò niente Sanremo.

Su questo la Direzione artistica sembra essere abbastanza determinata. La Rai, difatti, si è riservata la facoltà di ricorrere a verifiche tecnologiche sui brani che saranno presentati per la prossima edizione del Festival. A Sanremo si va senza intelligenza artificiale e ogni abuso, dicono da Saxa Rubra, sarà adeguatamente stangato. Ecco, non è certo una banalità perché l’utilizzo dell’Ai in campo musicale rappresenta, effettivamente, un tema centrale. Specialmente oggi che, con i dischi ridotti a vinili da collezionismo, la fruizione di canzoni e musica passa (quasi) esclusivamente sui canali digitali. Già da qualche tempo le piattaforme si sono adeguate. A cominciare da Spotify che, almeno sulla carta, tenta di frenare il fenomeno delle hit generate dagli algoritmi. Ammesso, e non concesso, che non sia un prodotto di marketing gran parte dell’industria musicale degli ultimi decenni. Ma questa, per il momento, è un’altra storia. Adesso, a Sanremo, c’è il ban all’intelligenza artificiale.

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