Delitto Esposito, la rabbia dei giornalisti: “Fare subito chiarezza”

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Il barbaro omicidio del cronista sportivo Luca Esposito ha scatenato una valanga di indignazione e di lutto tra i giornalisti italiani. I messaggi delle sigle di rappresentanza, dei colleghi e dell’Ordine vanno tutti in un senso. Fare, subito, piena luce attorno a un fatto orribile, un’uccisione maturata, stando alle notizie trapelate dagli inquirenti, con metodi crudeli e devastanti. Esposito, stando a quanto riportano i media locali, sarebbe stato prima picchiato brutalmente, quindi ucciso con un colpo, con ogni probabilità alla testa. Infine il suo corpo è stato dato alle fiamme.

Il Sugc, il sindacato unitario dei giornalisti della Campania, ha espresso in una nota “profondo cordoglio e sgomento per la tragica morte del collega Luca Esposito, giornalista pubblicista di 53 anni, ucciso e poi dato alle fiamme nel Salernitano”. La richiesta è netta: “Siamo sconvolti da una vicenda di inaudita violenza – afferma il Sugc – ed esprimiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinché venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto”. Una richiesta a cui s’è associato anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Il presidente Carlo Bartoli ha affermato: “Esprimo sconcerto e cordoglio per l’omicidio del giornalista Luigi Esposito, detto Luca. Attendiamo lo sviluppo delle indagini per capire il contesto in cui è avvenuta la brutale uccisione del collega”.

Con ogni probabilità, il movente del delitto orribile è da ricercare nella vita professionale o forse privata di Esposito. Seguiva, da giornalista sportivo e opinionista locale, le vicende della Salernitana e di altri club del territorio.

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