L’idea di avere documenti sempre a portata di mano nello smartphone non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta prendendo forma sempre più rapidamente. Dopo carte di pagamento, biglietti aerei e tessere fedeltà, anche il passaporto si prepara a entrare nei portafogli digitali. Google ha annunciato l’arrivo in Italia dell’ID Pass, una nuova funzionalità integrata in Google Wallet che consentirà di creare una versione digitale del proprio passaporto elettronico. L’introduzione è prevista entro l’estate 2026 e coinvolgerà diversi Paesi europei, tra cui l’Italia.
La novità rappresenta un ulteriore passo nel percorso di digitalizzazione dell’identità personale. Tuttavia è importante chiarire subito un aspetto: il passaporto digitale non sostituirà il documento fisico. Per viaggiare, superare i controlli di frontiera o svolgere tutte le procedure che richiedono espressamente il passaporto tradizionale, continuerà a essere necessario esibire il documento originale.
L’obiettivo dell’ID Pass è differente. La sua funzione principale sarà quella di semplificare la verifica dell’identità e dell’età nei servizi digitali. In pratica, invece di caricare una scansione del passaporto o condividere tutti i propri dati personali, l’utente potrà dimostrare soltanto le informazioni strettamente necessarie. Ad esempio, per accedere a un servizio riservato ai maggiorenni sarà sufficiente attestare di avere più di 18 anni senza mostrare nome, indirizzo o altri dati sensibili.
Dal punto di vista tecnico, l’attivazione del servizio richiederà pochi passaggi. Sarà necessario fotografare la pagina principale del passaporto, leggere il chip elettronico tramite tecnologia NFC e completare una procedura di riconoscimento attraverso un video-selfie. Una volta verificata l’identità, il documento digitale verrà memorizzato direttamente sul dispositivo in forma cifrata. Google ha dichiarato che le informazioni non saranno archiviate nel cloud, una scelta pensata per rafforzare la tutela della privacy e la sicurezza dei dati personali.
La vera innovazione risiede però nel concetto di “condivisione selettiva” delle informazioni. Fino a oggi, nella maggior parte dei casi, per dimostrare un requisito era necessario mostrare l’intero documento. Con i nuovi sistemi di identità digitale, invece, sarà possibile condividere soltanto ciò che serve. Questo approccio riduce l’esposizione dei dati personali e limita il rischio di utilizzi impropri delle informazioni sensibili.
L’arrivo dell’ID Pass si inserisce in un contesto più ampio. Anche l’Italia sta sviluppando il proprio ecosistema di documenti digitali attraverso l’IT-Wallet integrato nell’app IO, mentre l’Unione Europea lavora all’EUDI Wallet, il futuro portafoglio digitale europeo destinato a consentire ai cittadini di utilizzare documenti e credenziali in modo uniforme all’interno dei Paesi membri.
Le differenze tra queste soluzioni sono ancora significative. L’IT-Wallet punta soprattutto all’utilizzo dei documenti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e nelle verifiche in presenza, mentre l’ID Pass di Google nasce principalmente per facilitare le verifiche online nei servizi privati e nelle piattaforme digitali. Nel prossimo futuro, tuttavia, è probabile che questi strumenti convergano verso standard comuni, offrendo agli utenti un’esperienza sempre più integrata.
La digitalizzazione dell’identità rappresenta una delle trasformazioni più importanti degli ultimi anni. Se gestita con adeguate garanzie di sicurezza e privacy, potrà semplificare molte attività quotidiane, ridurre la burocrazia e rendere più immediato l’accesso ai servizi online. Il passaporto nello smartphone non è ancora un sostituto del documento tradizionale, ma è certamente un ulteriore tassello verso un futuro in cui l’identità digitale avrà un ruolo sempre più centrale nella vita dei cittadini.







