La cooperativa giornalistica: caratteristiche e funzione

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Nell’editoria italiana le cooperative giornalistiche sono molto diffuse e, spesso, sono riuscite ad affermarsi come fenomeni di successo. Tuttavia, il loro funzionamento e le loro peculiarità non sono sempre chiari.

Questo è il primo di una serie di articoli con i quali ricostruiremo nel dettaglio la disciplina di questo tipo di società con un taglio pratico e manualistico.

La cooperativa giornalistica non è una forma societaria alternativa ad una società di capitali, ma uno strumento che consente ai giornalisti che ricoprono anche la qualifica di soci di essere proprietari della loro impresa editoriale. In questo senso, la cooperativa giornalistica rappresenta un vero e proprio modello di impresa e non una semplice forma giuridica.

La linea editoriale viene, quindi, decisa dai giornalisti e vengono evitati condizionamenti esterni.

Il tema dell’editore puro è stato, quindi, affrontato dal legislatore in maniera sistematica introducendo uno strumento societario in grado di assicurare la massima autonomia editoriale ai giornalisti dipendenti soci di un giornale.

Per comprendere questa funzione, occorre partire da un dato di fondo: l’impresa editoriale non è un’impresa come le altre.

L’attività editoriale si colloca in un ambito direttamente collegato all’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero e, quindi, anche la libertà di informazione.

Da questo punto di vista, l’impresa editoriale svolge una funzione che trascende la dimensione economica: non si limita a produrre un bene o un servizio, ma contribuisce alla formazione dell’opinione pubblica e al funzionamento del sistema democratico.

È proprio questo elemento che giustifica, sul piano normativo, una disciplina in parte differenziata rispetto alle altre imprese. In particolare, il legislatore ha previsto strumenti specifici per garantire la continuità dell’attività editoriale anche in situazioni di crisi.

In questo contesto si inserisce la disciplina delle cooperative giornalistiche, che trova il suo nucleo originario nell’articolo 6 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e si sviluppa poi attraverso gli interventi successivi, fino all’attuale assetto dei contributi pubblici all’editoria che hanno trovato aggiornamento da ultimo con l’articolo 4 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70.

Il tratto caratteristico di questo modello è rappresentato dalla centralità dei giornalisti, che non sono semplicemente lavoratori dipendenti, ma diventano soci e partecipano direttamente alla gestione dell’impresa.

La cooperativa, quindi, realizza una forma di integrazione tra lavoro e impresa: i giornalisti non si limitano a prestare la propria attività, ma concorrono alla gestione dell’organizzazione editoriale e condividono le scelte strategiche.

La cooperativa giornalistica rappresenta, infatti, uno degli strumenti principali attraverso cui si realizza il pluralismo dell’informazione.

Questa impostazione risponde a una logica precisa: favorire modelli imprenditoriali in cui l’attività giornalistica non sia subordinata esclusivamente a logiche finanziarie, ma mantenga un collegamento diretto con la professionalità e la responsabilità dei soggetti che producono informazione.

Il rilievo attribuito alle cooperative giornalistiche emerge con particolare evidenza nella disciplina dei contributi pubblici.

Nel corso degli anni, il legislatore ha riconosciuto a queste forme organizzative una posizione di favore, prevedendo specifiche condizioni di accesso ai contributi e, in alcuni casi, meccanismi che ne facilitano l’ingresso nel mercato editoriale.

Non si tratta di una scelta casuale, ma di una precisa opzione di politica legislativa: sostenere modelli di impresa che garantiscano pluralismo, occupazione giornalistica e continuità delle testate.

In questa prospettiva, la cooperativa giornalistica diventa uno degli strumenti principali attraverso cui si realizza l’intervento pubblico nel settore.


Comprendere il funzionamento della cooperativa giornalistica è quindi essenziale per chiunque operi nel settore dell’editoria.

Il presente è il primo di una serie di articoli che verranno poi riuniti in un’unica guida che consentirà al lettore di approfondire sia da un punto di visto teorico che da un punto visto pratico le cooperative giornalistiche.

Nei prossimi articoli analizzeremo nel dettaglio come funziona una cooperativa giornalistica, quali sono i requisiti per la sua costituzione e quale ruolo essa assume nel sistema dei contributi pubblici all’editoria.

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