Le notizie e l’Ai, la grande lezione di Papa Leone

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La lezione di Papa Leone, le notizie che non vanno nascoste ma che devono servire. Per progredire, per aiutarci. Che siano buone o cattive. Una grande lezione di democrazia e di informazione è arrivata dal Pontefice. Che ha detto, a chiare lettere, che i bambini vanno educati. A comprendere il mondo, a leggerlo attraverso le notizie. Non devono averne paura. Devono saperlo codificare. E poterlo affrontare per renderlo un posto migliore.

Le notizie, per Papa Leone, vanno date. Perché “quelle buone che ci incoraggiano e quelle cattive che possono insegnarci a non ripetere più gli stessi errori”. Il Pontefice, nell’intervento pubblicato su Popotus, l’inserto di Avvenire dedicato proprio ai più piccoli, impartisce una importante lezione di pluralismo che è diretta agli addetti ai lavori e, in prima battuta però, alle famiglie. “Ci sono cose – scrive il Papa – che dovrete sempre custodire di questi vostri primi anni di vita: la fiducia in chi vi vuol bene, il linguaggio universale dell’amore, la forza disarmante del sorriso, il coraggio di chiedere scusa, la bellezza di fare la pace”.

L’appello più accorato è quello a non lasciare che i bambini finiscano a crescere con un algoritmo: “Non dobbiamo lasciare che i bambini finiscano con il credere di poter trovare nei chatbot della intelligenza artificiale i loro migliori amici o l’oracolo di ogni sapere, impigrendo il loro intelletto e la loro capacità relazionale, intorpidendo la loro creatività e i loro pensieri. Dobbiamo custodire la loro infanzia e guidare la loro crescita perché siano protagonisti di un mondo rinnovato”. Una lezione, questa, di fondamentale importanza. Non solo per i bambini e per chi ha la responsabilità di insegnare loro. Ma per tutti.

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