Circolare n. 16 del 23/03/2026 – Milleproroghe e proroga delle norme in materia di editoria

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Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 in tema di proroga di disposizioni normative, è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2026, n. 26.
In relazione all’editoria sono presenti solo due norme di proroga.

La prima, contenuta ai commi 14 bis e 14 ter dell’articolo 1, riguarda la proroga del contributo previsto per Radio Radicale per favorire il completamento dell’attività di conversione in digitale dei suoi archivi. Il contributo in oggetto è stato ridotto da 3 milioni di euro a 2 milioni di euro e il relativo onere verrà finanziato attraverso una corrispondente riduzione del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198. Il contributo oggetto della norma riguarda esclusivamente il finanziamento destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico di Radio Radicale e non coincide con altri finanziamenti pubblici relativi all’emittente, come ad esempio la convenzione per la trasmissione delle sedute parlamentari.

Il successivo comma 19 bis del medesimo articolo 1 proroga fino al 31 dicembre 2031 il rimborso a favore delle Poste italiane a fronte delle riduzioni applicate alle tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali. Per questa misura sono stati stanziati 30 milioni di euro all’anno, anch’essi finanziati attraverso una corrispondente riduzione del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198.

Si segnala che entrambe le misure vengono finanziate con la quota del Fondo di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e non del Ministero delle imprese e del made in Italy.

In relazione alle norme relative ai contributi diretti all’editoria previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, non vi è stata alcuna ulteriore proroga e, pertanto, solo fino all’esercizio 2026 rimarranno in vigore le disposizioni previste dall’articolo 96, commi 3, 4 e 5, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Pertanto, anche i contributi di competenza del 2025 e del 2026 non potranno essere inferiori a quello percepito per l’anno 2019 e, in relazione alla diffusione, per gli stessi anni il rapporto tra copie vendute e distribuite è ridotto al 25 per cento delle copie distribuite per le testate locali e al 15 per cento per le testate nazionali, in luogo delle maggiori percentuali, pari al 30 per cento per le testate locali e al 20 per cento per quelle nazionali, previste dalla lettera e), comma 1, dell’articolo 5 del d.lgs. 15 maggio 2017, n. 70.

Inoltre, la possibilità di postergare i pagamenti entro sessanta giorni dalla data di incasso dei contributi sarà ancora possibile solo per il 2026, per i contributi relativi al 2025.

Ricordiamo, inoltre, che in assenza di modifiche normative o di ulteriori proroghe, a partire dal 2027 entrerà in vigore il taglio dei contributi fortemente voluto dal precedente sottosegretario all’editoria Vito Crimi, introdotto dal comma 810 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

Infatti, il comma 4 ter dell’articolo 14 della legge 25 febbraio 2022, n. 15 ha prorogato il termine fissato dal comma 394 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, da sessanta mesi a settantadue mesi. A seguito di questa proroga, i contributi spettanti verranno ridotti del venti per cento per la parte eccedente i 500.000 euro con riferimento a quelli di competenza del 2027, del cinquanta per cento per la parte eccedente i 500.000 euro con riferimento a quelli di competenza del 2028, del settantacinque per cento per la parte eccedente i 500.000 euro con riferimento a quelli di competenza del 2029 e definitivamente abrogati dal 2030.

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