Tiscali, è braccio di ferro con Cdr e Assostampa Sarda

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Braccio di ferro a Tiscali dopo la decisione di licenziare dodici giornalisti. L’Assostampa sarda è pronta, insieme al comitato di redazione, alle barricate. Per fare piena chiarezza attorno alle decisioni dell’azienda e per ripristinare una sorta di uguaglianza di trattamento tra i diversi lavoratori. Già, perché secondo il sindacato regionale Tiscali dovrebbe spiegare “perché vuol discriminare 12 lavoratori su oltre 600”.

La vicenda prende le mosse dall’incontro con Tessellis Spa tra l’Assostampa Sarda e il Cdr di Tiscali Notizie. Appuntamento in cui i rappresentanti dei giornalisti hanno dichiarato di aver appreso “con sconcerto che il futuro delle giornaliste e dei giornalisti della testata viene presentato come già segnato nonostante sia appena alle prime fasi, e tutta da verificare, la trattativa in corso con la società Canarbino Spa per l’affitto di un ramo aziendale. Il che non definisce cosa accadrà agli altri rami di Tiscali-Tessellis”.

Si paleserebbe, qui, una sproporzione e una differenza di trattamento: “Ancora una volta si è costretti a prendere atto che l’azienda usa due pesi e due misure nei confronti dei suoi dipendenti a seconda del tipo di contratto loro applicato. Alle giornaliste e ai giornalisti che per 25 anni hanno svolto il loro lavoro con dedizione e passione (rispondendo peraltro a un’esigenza imprenditoriale che individuava nell’informazione uno strumento capace di veicolare traffico utile alla vendita dei prodotti aziendali e agli introiti pubblicitari ndr) oggi, senza alcuna remora, si vorrebbe dare il benservito”.

Ma non basta, perché l’Assostampa Sarda rincara la dose: “Sfuggono alla comprensione i motivi per cui non si voglia riconoscere a queste lavoratrici e lavoratori la stessa dignità dei dipendenti con contratto Tlc ai quali è stata offerta la possibilità di accedere a incentivi all’esodo e mai è stata prospettata la cassa integrazione a zero ore o il licenziamento collettivo. La stessa azienda, del resto, ha sempre rivendicato con forza un approccio non traumatico rispetto alla necessità di contenimento del costo del lavoro richiesto dalle difficoltà economiche interne. Principi apprezzabili che però, evidentemente, non valgono per questi 12 dipendenti che pure hanno già dimostrato buona volontà accettando condizioni del Contratto di solidarietà ben più svantaggiose rispetto ai dipendenti Tlc (oltre il 55% di taglio paga e ore lavorate, contro il 20% dei Tlc)”.

L’auspicio “è che venga avviato un percorso di confronto equo e realistico su come affrontare l’ennesimo momento complicato vissuto da Tiscali Italia/Tessellis, dato che ora l’affare con Canarbino attende prima di tutto un parere del Tribunale di Cagliari sulla richiesta della stessa azienda di procedura negoziata di crisi”.

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