Mondadori saluta Alfonso Signorini: senza rancore e con un po’ di amarezza. Il gruppo editoriale diretto da Marina Berlusconi ha voluto ringraziare l’ormai ex direttore di Chi. Insieme a Signorini, si legge in una nota diramata da Mondadori, “abbiamo scritto una pagina di storia lunga trent’anni: con il suo sguardo intelligente e ironico ha fatto di Chi lo specchio del costume italiano, un giornale capace di raccontare attraverso il suo stile unico, autorevole ma leggero, la nostra società”. Il messaggio prosegue: “Accompagnando l’immaginario di milioni di italiani con la sua attenta osservazione della realtà – scrivono da Mondadori – Signorini ha instaurato un rapporto vicino e autentico con le sue lettrici e lettori, partecipando sin dal primo giorno a questa avventura”. Pertanto il commiato: “Ad Alfonso Signorini va il ringraziamento sincero di tutti noi per la qualità giornalistica, il lavoro svolto con acume ma allo stesso tempo con disincanto, e la distintiva capacità di interpretare e descrivere i sentimenti e le passioni dei personaggi pubblici più amati degli ultimi decenni”.
La vicenda è però spinosa. Perché sullo sfondo non può che esserci il “caso” Corona. Che, nelle scorse settimane, ha scatenato un putiferio con (presunte) accuse molto pesanti all’indirizzo dello stesso Signorini e più in generale dell’universo Mediaset. Una questione a cui Cologno Monzese ha risposto scatenando una guerra senza quartiere all’ex re dei paparazzi. Uno scontro che ha coinvolto anche Big Tech. Che ha reagito in maniera decisa. Cancellando tutti i video incriminati e comminando una sorta di ban a Corona. È proprio vero che ci vuole un Big per combatterne un altro. E che servono gli uffici legali. Chissà cosa accadrebbe se fossero i giornali, magari quelli più piccoli, a riuscire a combattere con lo stesso successo e l’identica solerzia i soprusi di Big Tech a cui sono sottoposti.







