Barachini e la sicurezza per i giornalisti nel decreto Ucraina

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“Difendere la sicurezza dei giornalisti è un dovere di tutti”, parole e musica del sottosegretario Alberto Barachini. Che, in una nota, ha spiegato perché il governo ha dato il suo benestare agli ordini del giorno che erano stati presentati dalle forze di minoranza. Ordini del giorno che erano legati e motivati alla necessità di garantire la sicurezza dei giornalisti, soprattutto i freelance, impegnati sugli scenari di guerra a raccontare le fasi del conflitto. Innanzitutto in Ucraina. Da cui, peraltro, discende il nome del decreto al cui interno ci sono le proposte delle opposizioni con l’ok del governo. “Nel cosiddetto decreto Ucraina – ha spiegato il sottosegretario Barachini parlando della sicurezza e non dei giornalisti – vi è già una importantissima misura, al momento sperimentale per l’anno 2026, che destina agli editori che ne fanno richiesta al Dipartimento un contributo per il costo dell’assicurazione e della formazione dei giornalisti freelance inviati in aree di guerra o ad alto rischio di conflitto armato”. Barachini poi prosegue: “Giornalisti per i quali, si precisa nell’articolo, sono obbligatorie sia la formazione specifica che la copertura assicurativa da parte degli editori da cui hanno ricevuto l’incarico. Il parere favorevole agli ordini del giorno di oggi sul contrasto alla disinformazione e il rafforzamento delle misure a tutela della sicurezza dei giornalisti è, quindi, in linea con quanto stiamo già facendo. E ogni impegno richiesto al Governo in questa direzione è ben accolto, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

Il sottosegretario ha inoltre aggiunto: “Questo Dipartimento lavora costantemente, in sede europea e internazionale, per il riconoscimento del ruolo essenziale del giornalismo, per l’integrità del sistema informativo e il contrasto alla disinformazione. E porta questa visione in tutti i tavoli a cui siede, dal Consiglio dell’Unione europea alle organizzazioni internazionali, quali il Consiglio d’Europa e l’Ocse”. Quindi ha concluso: “È, inoltre, National Focal Point della campagna per la sicurezza dei giornalisti del Consiglio d’Europa denominata ’Journalists Matter’, fondata sulla Raccomandazione CM/Rec(2016)4 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla protezione del giornalismo e sulla sicurezza dei giornalisti e degli altri operatori dei media e prevede delle azioni specifiche per i giornalisti che si trovino a lavorare in aree di guerra o ad alto rischio”.

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