Non è tempo di fondazioni almeno per La Stampa. Sia la Compagnia di San Paolo che la Fondazione Crt si chiamano fuori dall’affare per l’acquisizione della storica testata torinese. È notizia dei giorni scorsi quella legata alla sottoscrizione, tra Gedi e Sae, di un accordo di esclusiva. Sae, che da Gedi ha già acquisito diverse testate locali, è in pole position per il futuro deal su La Stampa. Le Fondazioni, che pure erano date per “interessate” all’affare, si sono sfilate. Asserendo che “l’ambito della propria attività istituzionale e il mandato di enti filantropici” e ribadendo “il valore imprescindibile della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione, principi fondamentali per la vita democratica del Paese”. Ciononostante, la Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt riferiscono che “precisano che non intendono aderire ad alcuna cordata privata finalizzata all’acquisto”. La Stampa, però, per le fondazioni è e rimane un presidio di fondamentale importanza per il dibattito e la democrazia. E lo ribadiscono sottolineando “il ruolo storico e civile quale presidio autorevole dell’informazione a Torino e a livello nazionale, con una riconosciuta vocazione internazionale, capace di contribuire in modo significativo al dibattito pubblico e allo sviluppo della comunità”.
Incassato il forfait delle Fondazioni, Sae si prepara alle prossime mosse sull’affare La Stampa. E fonti vicine al gruppo hanno spiegato che “sono in corso dialoghi avanzati con importanti imprenditori del territorio finalizzati alla partecipazione nella compagine societaria che procederà all’operazione”. Insomma, le cordate ci saranno. Ma le fondazioni se ne chiamano fuori. “Alle attività del gruppo SAE – sottolineano – partecipano già importanti realtà istituzionali la cui presenza garantirebbe un approccio di grande attenzione allo svolgimento della due diligence e all’eventuale futura acquisizione e gestione del gruppo editoriale”.







